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Reperti Egizi a Sirolo
15/07/2008
Cinque pendagli-amuleti egiziani ed un prezioso vaso a calice d'impasto scuro, con un coperchio ornato da due cavalli. Sono solo alcuni degli oltre 650 reperti rinvenuti tre settimane fa in una tomba femminile risalente all'ultimo quarto del VII secolo avanti Cristo a Sirolo, nei pressi dell'importante sito archeologico dei Pini. I reperti, secondo l'archeologo Maurizio Landolfi, responsabile per la Soprintendenza dell'area degli scavi, hanno un importantissimo valore come testimonianza del fatto che già nel VII sec. a.c. esisteva una vasta rete di contatti e scambi commerciali che collegava questo tratto del litorale adriatico al Mediterraneo orientale.
Finora a Sirolo e Numana il periodo Orientalizzante era testimoniato solo da reperti sporadici di collezione, che non avevano reso possibile provare l'approdo in area picena di prodotti levantini e greco-orientali direttamente attraverso l'Adriatico, senza il tramite dell' Etruria. "È possibile", continua Landolfi, "che gli oggetti siano stati trasportati nelle Marche insieme all'ambra, molto richiesta per abbellire suppellettili e monili''.
Molti dei reperti archeologici rinvenuti sui territori di Numana e Sirolo, sono conservati presso l'antiquarium di Numana, un edificio che sorge proprio dietro il comune di cui la maggior parte dei turisti in vacanza ne ignora l'esistenza. Da tempo gli archeologi e gli "addetti ai lavori", si domandano come mai nonostante sia evidente che il territorio abbia un così importante valore archeologico, nessuno faccia nulla per promuovere un turismo diverso, basato sulla cultura storica anziché sugli ombrelloni e le creme solari.
Fonti:
Ansa.it
Il Resto del Carlino
15/07/2008












